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Sverniciatura PDF Stampa E-mail

La sverniciatura della superficie, viene intrapresa quando la vernice attuale non può essere recuperata, o quando si vuole applicare una finitura diversa da quella esistente.

Sui mobili di particolare pregio, la cui "patina" originale va salvaguardata a ogni costo, tale procedimento non deve assolutamente essere eseguito se non da esperti. In tali casi occorre limitarsi alla semplice pulizia superficiale della vernice, in modo che sia pronta per ricevere la nuova lucidatura.

Nell'operazione di sverniciatura è consigliabile iniziare con metodi blandi per arrivare a quelli più drastici.

Sverniciatura con alcool a 95

La pulitura eseguita con alcool è adatta a tutte le superfici molto sporche. La si esegue con lo stesso metodo visto per la pulizia di superfici lucidate a gommalacca, ma essendo ora il solvente costituito da solo alcool, viene asportata anche gli ultimi strati della vernice.

Sverniciatura con sverniciatore o decapante

Lo si usa quando le condizioni del mobile sono particolarmente disastrose, e comunque quando si ritiene che la vernice attuale non sia idonea o comunque recuperabile. Prima di effettuare questa operazione su mobili antichi (precedenti al 1850 decennio più o meno) conviene consultare o meglio affidarsi alle mani di un esperto, per non rovinare irrimediabilmente il vostro mobile. 

L'uso dello sverniciatore è descritta sulla confezione, dove non dimenticate di leggere anche le precauzioni necessarie da adottare durante l'utilizzo.

Lo sverniciatore agisce ammorbidendo la vernice che poi va asportata con una paglietta di acciaio o con una spatola di legno duro.

Vi consiglio di operare comunque a piccole zone per non sciupare inutilmente il prodotto, che si essicca facilmente. Appena riscontrate che la paglietta di acciaio sta per saturarsi, sostituitela. Ricordate di asportare completamente ogni traccia di sverniciatore passando, alla fine, con uno straccio umido di alcool per tutta la superficie.

Questo tipo di pulitura, come il precedente, consente ancora, a chi ha esperienza di salvaguardare la famosa patina cosa che non avviene con il  metodo seguente, che è da evitare assolutamente sui mobili con un minimo di valore antiquariale.

Sverniciatura con Soda Caustica

La soda è uno degli alcali più potenti, ed è altamente corrosiva. Si usa sui mobili veramente disastrati e quando, ogni altro mezzo sperimentato non porta a nessun risultato. In passato era molto diffuso l'impiego della soda caustica per la sverniciatura dei mobili. Si tratta di un metodo poco consigliabile e di solito utilizzato su mobili di poco valore in quanto può procurare gravi danni al legno.

Bisogna anche tenere presente che la soda caustica è un preparato estremamente pericoloso da maneggiare, richiede di essere usata in un luogo adatto, vista la grande quantità d'acqua necessaria, inoltre impone di bagnare molto i mobili, azione spesso dannosa. Ricordate che la soda caustica sbianca considerevolmente il legno, e pertanto non è certo un metodo da usare nel restauro.

 

SVERNICIATURA
La sverniciatura è un'operazione che viene eseguita quando la vernice attuale non può essere recuperata, o quando si vuole applicare una finitura diversa da quella esistente.
Sui mobili di particolare pregio, la cui "patina" originale va salvaguardata a ogni costo, tale procedimento non deve assolutamente essere eseguito se non da esperti. In tali casi occorre limitarsi alla semplice pulizia superficiale della vernice, in modo che sia pronta per ricevere la nuova lucidatura.

Nell'operazione di sverniciatura è consigliabile iniziare con metodi blandi per arrivare a quelli più drastici.

Sverniciatura con alcool
La pulitura eseguita con alcool è adatta a tutte le superfici molto sporche. La si esegue con lo stesso metodo visto per la pulizia di superfici lucidate a gommalacca (100 ml. di trementina, 50 ml. di alcool 94° e 50 ml. di olio paglierino), ma essendo ora il solvente costituito da solo alcool, viene asportata anche gli ultimi strati della vernice.

Sverniciatura con sverniciatore
Lo si usa quando le condizioni del mobile sono particolarmente disastrose, e comunque quando si ritiene che la vernice attuale non sia idonea o comunque recuperabile. Prima di effettuare questa operazione su mobili antichi (precedenti al 1850 decennio più o meno) conviene consultare o meglio affidarsi alle mani di un esperto, per non rovinare irrimediabilmente il vostro mobile.

L'uso dello sverniciatore è descritto sulla confezione, dove non dimenticate di leggere anche le precauzioni necessarie da adottare durante l'utilizzo.

Lo sverniciatore agisce ammorbidendo la vernice che poi va asportata con della lana di acciaio o con una spatola di legno duro.
Vi consiglio di operare comunque a piccole zone per non sciupare inutilmente il prodotto, che si essicca facilmente. Appena riscontrate che la paglietta di acciaio sta per saturarsi, sostituitela. Ricordate di asportare completamente ogni traccia di sverniciatore passando, alla fine, con uno straccio umido di alcool per tutta la superficie.

Questo tipo di pulitura, come il precedente, consente ancora, a chi ha esperienza di salvaguardare la famosa patina, cosa che non avviene con il metodo seguente, che è da evitare assolutamente sui mobili con un minimo di valore antiquariale.

Sverniciatura con soda caustica
La soda è uno degli alcali più potenti, ed è altamente corrosiva. Si usa sui mobili veramente disastrati e quando, ogni altro mezzo sperimentato non porta a nessun risultato. In passato era molto diffuso l'impiego della soda caustica per la sverniciatura dei mobili. Si tratta di un metodo poco consigliabile e di solito utilizzato su mobili di poco valore in quanto può procurare gravi danni al legno.
Bisogna anche tenere presente che la soda caustica è un preparato estremamente pericoloso da maneggiare, richiede di essere usata in un luogo adatto, vista la grande quantità d'acqua necessaria, inoltre impone di bagnare molto i mobili, azione spesso dannosa. Ricordate che la soda caustica sbianca considerevolmente il legno, e pertanto non è certo un metodo da usare nel restauro.

 



 
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