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La rifinitura del legno può essere
effettuata mediante verniciatura o mediante pitturazione.
Per verniciatura s'intende la stesura sulla superficie da
trattare, di un prodotto trasparente, sia esso filmante o meno, colorato
o meno. Per contro, la pitturazione è priva di trasparenza, e,
quindi, sempre colorata. Si può paragonare la vernice all'acquarello, e
la pittura alla tempera, tanto più bella quanto più trasparente la
prima, tanto migliore quanto più coprente la seconda.
I trattamenti storici fondamentali, quelli cioè usati fino a tutto
l'ottocento, sono a base di cere, di olioresine (dette
anche vernici grasse) e vernici o pitture a solvente
volatile, lacca povera (su fondo gessoso, colla animale
pigmentata con terre, già in uso nel '300), biacca, lacca (molto in uso
nel settecento), doratura nelle sue varie versioni e, infine,
dalla prima metà dell'ottocento, gommalacca.
Cere naturali
Le cere naturali, la prima protezione, forse, ad essere stata
usata, sono delle miscele intime di esteri acidi grassi a peso
molecolare elevato e di alcoli superiori, di idrocarburi e di acidi
grassi liberi ed alcoli liberi. Quando non sono raffinate contengono
impurità organiche ed inorganiche di varia natura, sia di origine
vegetale che animale, o anche minerale.
Le cere naturali si dividono in cere vegetali ed animali; accanto a
queste due categorie si è soliti annoverare anche quella delle cere
minerali, anche se chimicamente è impreciso definirle tali.
Ogni singolo componente delle cere ha un suo preciso punto di fusione,
ma variando le proporzioni secondo la zona di produzione e, addirittura,
del periodo dell'anno, il punto di fusione delle cere può variare
notevolmente.
Cere vegetali:
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Cera carnauba |
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Peso specifico |
0,990-0.999 |
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Punto di fusione |
83°C - 86°C |
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Numero di saponificazione |
79-80 |
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Numero di iodio |
7-13 |
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Numero di acidità |
2-3 |
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Residuo insaponificabile |
54-55% |
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Ceneri |
0,43% |
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E' senza dubbio la cera vegetale
più importante dal '500 in poi. Viene estratta da una palma tipica
del Brasile (Copernicia baileyana Leon - Copernicia
cerifera Mart.: Palma con tronco singolo, eretto, alto 10-12 m,
coperto dai resti delle guaine fogliari. Le foglie, portate da un
picciolo eretto, sono palmate, del diametro di 1,2-1,5 m, suddivise
fino a metà in circa 60 segmenti fortemente appuntiti, di colore
verde brillante e coperti da una sostanza cerosa. I fiori sono
raccolti in infiorescenze a grappolo ramificate, lunghe quanto le
foglie. I frutti, rotondeggianti, sono di colore brunastro.
ndr).
Di colore bianco grigiastro, è la cera più dura e brillante, da una
pellicola aderente ed elastica. Si scioglie in parecchi solventi,
resiste bene all'umidità ed è difficilmente saponificabile. Contiene
poca cera e molte sostanze caricanti quali stearina e paraffina.
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Cera ceroxylon |
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Peso specifico |
1,020 |
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Punto di fusione |
92°C |
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Numero di saponificazione |
74-104 |
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Numero di iodio |
33 |
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Numero di acidità |
19,8 |
Originaria della Columbia e del Perù, ha colore giallo paglierino ed
è costituita da una resina e da una cera. Per le sue caratteristiche
è simile alla carnauba.
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Cera raphia ruffia |
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Peso specifico |
0,954 |
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Punto di fusione |
83°C-84°C |
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Numero di saponificazione |
73 |
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Numero di acidità |
10 |
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Ceneri |
0,20% |
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Si estrae da una palma del Madagascar. Il suo colore va dal bruno
giallastro al bruno scuro. E' dura, brillante e solubile a caldo
negli usuali solventi. Molto usata prima della scoperta
dell'America, ha poi ceduto il passo alla carnauba dotata di qualità
superiori.
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Cera candelilla |
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Peso specifico |
0,9825 |
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Punto di fusione |
68°C - 80°C |
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Numero di saponificazione |
65 |
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Numero di acidità |
12 |
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Numero di iodio |
37 |
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Sotto questo nome si raggruppa una serie di cere con caratteristiche
simili, estratte da varie specie di euforbiacee tipiche del Messico,
della California e del Madagascar. Tali prodotti inizialmente hanno
per lo più un colore grigiastro che diventa giallo chiaro dopo
purificazione per ebollizione in acqua. La cera candelilla ha odore
caratteristico, è meno dura, resistente e brillante della carnauba,
resiste poco all'acqua e saponifica facilmente.
(queste piante
"hanno sviluppato una tattica intelligente contro il caldo del loro
habitat originario: i rami grigio-verdi, che crescono senza
ramificazioni, così come le rare foglie, sono rivestiti da una cera
dura, che protegge dall'evaporazione e dagli agenti atmosferici: la
cera Candelilla." ndr)
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Cera del Giappone |
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Peso specifico |
0,875 - 0,990 |
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Punto di fusione |
58°C |
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Numero di saponificazione |
220 |
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Numero di iodio |
4,2 - 15,1 |
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Numero di acidità |
20 |
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Residuo insaponificabile |
1,15% |
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Ceneri |
0,02 - 0,08% |
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Detta anche sego verde, si estrae da certi frutti in Giappone ed in
Cina. Il suo colore è verdastro, ma, lasciata al sole, dopo qualche
tempo tende al giallognolo. Essa veniva spesso falsificata con olio
di perilla, e, a sua volta, serviva per adulterare la cera d'api.
Saponifica con molta facilità, da pellicole brillanti ma collose.
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Cere animali
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Cera d'api |
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Peso specifico |
0,9961 -0,993 |
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Punto di fusione |
60°C - 71°C |
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Numero di saponificazione |
88 - 97 |
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Numero di iodio |
8 - 11 |
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Numero di acidità |
19 -21 |
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Residuo insaponificabile |
52 - 56% |
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E' senz'altro la cera più nota. Viene prodotta in un gran numero di
paesi, e le sue caratteristiche variano entro limiti assai ampi
secondo la zona di produzione e del periodo dell'anno. Spesso
contiene grandi quantità di sostanze grasse. Il suo colore varia dal
giallo paglierino al bruno, ma esposta al sole, tende a sbiancarsi
ed a perdere il suo odore caratteristico. Si scioglie con facilità
nei comuni solventi anche a freddo, da pellicole brillanti e
resistenti.
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Cera cinese |
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Peso specifico |
0,810 - 0,926 |
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Punto di fusione |
81°C - 83°C |
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Numero di saponificazione |
80 - 90 |
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Numero di acidità |
3 |
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Numero di iodio |
1,4 |
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Alcol |
49 - 51% |
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Acidi grassi |
51,5% |
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Residuo insaponificabile |
49 - 50% |
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La cera cinese o cera di insetti ha colore bianco verdastro, è
inodore e lucente, ha struttura cristallina ed è talmente dura da
poter essere polverizzata. Veniva spesso usata come sostituto della
cera carnauba.
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Cera di gommalacca |
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Tale cera viene estratta dalla gommalacca nella quale è presente in
una quantità del 5 - 6%. Di colore giallastro, è dura e brillante.
Fonde fra i 52 e gli 80°C.
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Cere minerali
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Cera montana |
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Peso specifico |
1 |
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Numero di saponificazione |
74 - 107 |
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Punto di fusione |
76°C - 90°C |
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Numero di acidità |
70 - 80 |
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Numero di iodio |
10 - 20 |
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Residuo insaponificabile |
50% |
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Si estrae da ligniti bitumose (viene anche chiamata cera di
lignite); di colore bruno scuro, è formata da miscele di acidi
grassi, di alcoli, da una resina e da un poco di bitume. Si raffina
con difficoltà, e quando è purificata è di colore bianco. Si
polverizza con facilità e genera una pellicola brillante e
resistente.
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Cera ozocherite |
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Si estrae dai residui della distillazione del petrolio; di colore
bianco, ha struttura microcristallina, si miscela facilmente con
tutte le cere ed i solventi, fonde a 72 - 77°C e, come la paraffina,
è costituita da miscele di idrocarburi. Si trova anche da sola allo
stato naturale in zone delle Russia e della Polonia.
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Paraffina |
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La paraffina, come l'ozocherite, non ha affatto la costituzione
delle cere, ma viene classificata come tale benché sia costituita da
idrocarburi ad elevato peso molecolare. Si trova in commercio in
svariate versioni con punto di fusione oscillante da 30 a 110°C. Di
colore bianco e struttura cristallina, si lega con difficoltà alle
altre cere e da pellicole poco brillanti, scarsamente resistenti e
tenere.
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Ceresina |
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Si tratta di miscele di ozocheriti e paraffine, o di paraffine e
cera carnauba in varie proporzioni e, quindi, con svariate
caratteristiche chimico-fisiche.
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