Arte del Mobile Antico

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Finitura a Gommalacca Convertir en PDF Version imprimable Suggérer par mail
un polissage est la dernière de la restauration de l'armoire, et est exécuté après toutes les étapes précédentes. Nous devons maintenant nous avons avant le mobile restauré dans toutes les régions, de couleur harmonisée dans de nouvelles actions à très bon.

La laque peut être appliquée au pinceau ou mèche. Le choix de la méthode dépend de la téléphonie mobile que nous devons terminer le type et la finition que nous voulons atteindre.

Pour rustique meubles en sapin, orme, châtaignier et de chêne, de la naissance qui n'ont pas eu trop de profondeur de traitement et, bien sûr, les pores ouverts, on peut terminer par la méthode mixte de gomme-laque est peint avec un pinceau, puis terminez avec de la cire abeille.

 

Pour les plus mobiles d'enquête, généralement construites en noyer ou d'essences d'honneur, c'est une autre affaire. nous devons suivre la méthode de polissage une mèche.

 

 

Méthode de Stoppino

 

Ce polissage est définie de plusieurs façons: un dépassement de mémoire tampon, une mèche, le français. Quoi qu'il en soit la parole, cette technique exige beaucoup de compétences d'exécution qui est acquis seulement avec beaucoup de pratique, mais n'a rien de caché à lui-même ou mystérieux comme il est souvent voulu le faire croire.

Il exige beaucoup de temps, de patience et de bonne qualité, il suffit de penser que, tant que le dernier siècle a laissé un bon artisan exister entre une main et une autre, voire des dizaines de jours. Il ne devrait pas être découragés par les revers, mais nous devons insister, peut-être couplé à un artisan avec lequel il a établi une bonne relation.

Le ponçage des brûlures si elle la cause de polissage (qui se passe lorsque la mémoire tampon supprime la gomme-laque n'est pas encore bien séché), vous devez vous armer de patience: vous ne pouvez pas corriger l'erreur localement, mais nous devons passer à travers la surface de l'étage avec laine d'acier fine et puis recommencer ..

  Toutefois, si elle est faite en conformité avec les règles de la technique est que les meilleurs résultats dans son esthétique et pratique. En fait, par rapport à un polissage de la cire qui est moins sensible.

Ce type de polissage a été utilisé pour la préparation de plaqués, meubles ou de dalles ou de toute autre valeur. Pour le mobilier à l'état solide ou rustique, qui ne serait pas une surface brillante, mais plutôt de satin, le type de polissage plus probable, comme cela a été dit, est que la cire ou de méthode mixte.

 

Outre un bon produit de polissage, nous avons vu comment, vous avez besoin du tampon et de poudre de pierre ponce, utilisées dans le procédé de la clôture des pores (si nécessaire).

 

Préparation du tampon

 

Le tampon se compose d'un tampon, obtenu avec un chiffon de laine pas de couleur, qui forment le "âme", enveloppé dans une toile de coton blanc et de lin, le tissu utilisé pour faire le linge dans les jours de grand-mère.

La taille de la mémoire tampon dépend de la surface que vous devez polonais. Il sera plus petite surface sculpté ou de petits groupes et les bacs de fronts, plus les plans de table ou commode.

Dans le processus de polissage de la gomme-laque est actuellement dans un grand bol afin d'immerger complètement le chiffon de laine. Une fois bien trempé, il strizza avec une main tandis que l'autre ouvrira la toile de lin. Lorsque le chiffon de laine et de bien strizzata il met au cœur de la toile de lin et de recueillir des quatre membres de la torsion et ainsi générer le tampon prêt à l'emploi.

 

Cycles de polissage

 

Le polissage est divisé en trois phases différentes:

 

     *

       Le sablage qui vise à fermer les pores du bois
     *

       Polissage réel
     *

       La taille et le polissage final

 

Concentration de gomme-laque:

     *

       Les pores de clôture: 1 hectogram en 2 liters de l'alcool
     *

       Polissage: 1 hectogram dans 1 l d'alcool
     *

       De coupe: 1 hectogram en 2 liters de l'alcool

LUCIDATURA A GOMMALACCA


La lucidatura è l'ultima delle operazioni di restauro del mobile, e viene eseguita dopo aver effettuato tutte le fasi precedenti (vedere nel menù di sinistra la voce Restauro del mobile).
Ora dovremmo avere davanti a noi il mobile reintegrato in tutte le su parti, armonizzato nel colore e nelle parti nuove.
A questo punto procederemo ad eseguire la lucidatura a gommalacca, scelta in conformità al tipo di mobile che ci troviamo davanti.

La gommalacca


La gommalacca è una secrezione dell'insetto "cocus lacca" o "laccifer lacca" che vive nell'Asia meridionale, è una cocciniglia che succhia la linfa di alcuni alberi ( acacia, ficus, ecc.) per nutrirsene, proteggendosi all'esterno con un guscio fatto appunto di lacca.
Viene venduta in scaglie dal colore ambrato (gommalacca TN) oppure biondo (gommalacca decerata), ma anche in soluzione pronta all'uso (gommalacca in soluzione).
Dona alla superfice un aspetto di particolare lucentezza che al tatto risulta asciutto e vellutato.

Per la preparazione della vernice, si fanno sciogliere le scaglie in alcool a 94° o superiore (meglio in alcool a 99,9°), in una percentuale variabile da 100 a 200 grammi per litro. Per conservarla basterà riporla al buio in un luogo fresco.

La gommalacca si può applicare a pennello o a tampone, la scelta del metodo dipende dal mobile che dobbiamo rifinire e dal tipo di finitura che desideriamo ottenere.
Per mobili rustici costruiti in abete, olmo, castagno o rovere, che dalla nascita non hanno goduto di cure troppo approfondite e hanno naturalmente i pori aperti, possono essere lucidati a cera, si verniciano con gommalacca a pennello e poi si rifiniscono con cera d'api in pasta.
Per i mobili antichi che prevedono una lucidatura brillante e per i mobili più ricercati, costruiti generalmente in noce o essenze di pregio, il discorso è diverso, occorre seguire il metodo della lucidatura a tampone.

Lucidatura a tampone


Questa lucidatura viene definita in molteplici modi: a tampone, a stoppino, alla francese, etc. Comunque sia chiamata, questa tecnica esige una discreta abilità d'esecuzione che si acquisisce solo con tanta pratica, ma non ha nulla in sé di arcano o misterioso come spesso si è voluto far credere.
Richiede parecchio tempo, e buona pazienza, basti pensare che fino al secolo scorso un buon artigiano lasciava intercorrere, fra una mano e l'altra, anche decine di giorni. Non bisogna scoraggiarsi dagli insuccessi, ma si deve insistere, magari affiancandosi ad un artigiano col quale si è instaurato un buon rapporto.
Nella lucidatura a tampone se si provocano delle bruciature della lucidatura (succede quando col tampone si asporta della gommalacca non ancora asciugata bene), occorre armarsi di santa pazienza: non è possibile correggere localmente l'errore, ma bisogna passare tutta la superficie del piano con lana di acciaio finissima e poi ricominciare da capo.
Comunque, se eseguita secondo le regole dell'arte è sicuramente la tecnica che da i migliori risultati sia nell'aspetto estetico che pratico.
Questo tipo di lucidatura è stata utilizzata per la rifinitura dei mobili impiallacciati o lastronati o comunque di pregevole fattura. Per i mobili in massello o rustici, dove non si addice una superficie brillante ma piuttosto satinata, il tipo di lucidatura più idonea, come si è detto, è quella a cera.

Oltre alla gommalacca, dobbiamo procurarci della pomice in polvere, necessaria nella fase di chiusura dei pori del legno.

Preparazione del tampone


Il tampone è costituito da un cuscinetto, ottenuto con una pezzuola di lana non colorata che ne costituisce "l'anima", avvolta in una tela bianca di cotone e lino, il tessuto usato per fare le lenzuola ai tempi della nonna.
La grandezza del tampone, dipende dalla superficie che si deve lucidare. Sarà più piccolo per superfici intagliate o piccole fasce e frontalini di cassetti, più grande per piani di tavolo o di comò.
In fase di lucidatura la gommalacca la si versa in una ciotola larga in modo da poter immergervi completamente la pezzuola di lana. Una volta inzuppata bene, la si strizza con una mano, mentre nell'altra si tiene aperto il telo di lino. Quando la pezzuola di lana e ben strizzata la si mette al centro del telo di lino e si raccolgono i quattro lembi torcendoli ottenendo così il tampone pronto per l'uso.

Fasi della Lucidatura


La lucidatura si articola in tre differenti fasi:

• Pomiciatura (ha lo scopo di chiudere i pori del legno)

• Lucidatura vera e propria

• Brillantatura o lucidatura finale

Concentrazione della Gommalacca:

• Chiusura dei pori: 1 etto in 2 litri di alcool

• Lucidatura: 1 etto in 1 litro di alcool

• Brillantatura: 1 etto in 2 litri di alcool

Ora vediamole una per una:

Pomiciatura


Ha lo scopo di otturare i pori del legno per rendere più liscia la superficie. Infatti se si guarda in controluce un legno nuovo o sverniciato, si intravedono i pori aperti che riflettendo in modo non omogeneo la luce sulla superficie da l'effetto di una lucidatura non perfetta.
Questa fase va sicuramente eseguita nelle parti che sono state reintegrate con legno nuovo. Le parti originali, già lucidate e che magari non sono state sverniciate non necessitano di questa prima fase in quanto dovrebbero avere il poro già chiuso.
La concentrazione della gommalacca usata in questa fase è abbastanza diluita, infatti è di 2 litri di alcool con 1 etto di gommalacca.
La polvere di pomice va "spolverata" sulla superficie (non va messa sul tampone), e col tampone occorre sottoporla ad una energetica frizione al fine di farla penetrare nei pori. La polvere si bagna di gommalacca, penetra nei pori e li chiude come una sorta di stucco. Infatti quando la gommalacca si asciuga, questa si indurisce ed elimina l'effetto inestetico del poro.
Nel passare il tampone, occorre imprimere a questo molta forza, descrivendo ampi cerchi. Se ci si accorge che il tampone fa fatica a scorrere, conviene effettuare alcune passate con gommalacca molto diluita senza aggiungere pomice sulla superficie. Bisogna prestare molta attenzione affinché non rimangano tracce di pomice in superficie per non correre il rischio di ritrovarsi con delle macchie biancastre a fine lucidatura.
Il procedimento della Pomiciatura va ripetuto fino a che, guardando in controluce il piano, non lo si veda completamente liscio. Sarà comunque la natura del legno più o meno poroso a determinare la quantità di mani necessarie.
Questa operazione, per così dire preliminare, non va affatto sottovalutata al fine di ottenere un buon risultato finale.

Lucidatura


Dopo la fase di Pomiciatura con la quale si è preparato il fondo, è necessario lasciare passare almeno un paio di giorni prima di iniziare con la fase di lucidatura questo per permettere alla gommalacca data precedentemente di asciugarsi in modo definitivo: diversamente il passaggio del nuovo tampone rimuoverebbe la pomice dai pori.
Per la lucidatura va senz'altro usato un tampone nuovo, non usate quello impiegato per la Pomiciatura.
La lucidatura si realizza stendendo la gommalacca sul legno con l'uso del tampone: l'alcool contenuto nella soluzione evaporando lascia solo un sottilissimo strato di gommalacca che al contatto con l'aria indurisce mettendo in risalto le venature ed il colore del legno, dando a questo l'aspetto lucido che vogliamo ottenere. Se una soluzione densa di gommalacca porta a formare in meno tempo lo strato lucido, è comunque meglio usare una soluzione più diluita, dedicando più tempo per stendere più mani che formeranno una pellicola più aderente al legno evitando di scagliarsi.
In questa operazione non bisogna assolutamente avere fretta, per ottenere un lavoro veramente soddisfacente occorre lasciare trascorrere, tra una mano e l'altra un paio di giorni in modo di permettere alla gommalacca di indurire meglio.

Dopo aver bagnato bene il tampone, come descritto precedentemente, lo si strizza in modo che non sgoccioli. Si inizia a lucidare seguendo le venature del legno, senza ripassare dove si è appena applicato e senza mai fermarsi sulla superficie. Se la superficie da lucidare è ampia, si inizia da una parte e sistematicamente ci si porta su lato opposto per poi ritornare sull'altro lato continuando in modo ininterrotto la lucidatura. Solo quando il tampone comincia ad asciugarsi opponendo una certa resistenza, allora lo si fa scivolare via velocemente da uno spigolo, senza alzarlo dal piano per evitare bruciature.


Nella mano successiva, si cambia movimento, disegnando degli otto. si parte da un lato della superficie e si procede, senza sosta fino al lato opposto.


Quando il tampone è asciutto, si ricarica nuovamente di gommalacca, poi si ricomincia cambiando ancora movimento, questa volta si disegna col tampone una serie di cerchi contigui:


Le varie passate vanno fatte alternando questi movimenti fino ad ottenere un risultato soddisfacente.
Nella progressione delle diverse mani, conviene usare gommalacca sempre più diluita. Ricordatevi che per "mano" di gommalacca, non si intendono quelle fra una ricarica del tampone e l'altra, ma quelle fra un giorno e l'altro.
Comunque non spaventiamoci, tre o quattro mani sono sufficienti per ottenere un buon lavoro.

Possibili errori:

• Velatura
È una patina bianca dovuta al freddo e all'umidità, in questo caso bisogna portare il mobile in un locale caldo e lasciare asciugare; se permane spagliettarlo con vigore con lana d'acciaio fine.

• Trasudazione
È dovuta ad un eccesso di olio paglierino, che puo' essere asportato con il tampone con energici movimenti rotatori.

• Opacità
È dovuta ad un eccesso d'alcool impresso col tampone, trattare la superficie sempre con lo stesso tampone ma con gommalacca maggiormente diluita in alcool con energici movimenti.

Brillantatura:


è l'operazione finale, più delicata e più difficoltosa, ma è anche quella che darà più soddisfazione, perché perfezionerà il vostro lavoro.
Lo scopo è quello di eliminare i segni di tampone, le imperfezioni della vernice ed eventuali tracce di olio.
Per eseguirla occorre fare un nuovo tampone con una tela molto fine ed bagnarlo con una concentrazione di gommalacca molto diluita: 1 etto in 2 litri di alcool. Poi lo si passa sulla superficie molto velocemente nel senso della venatura esercitando una pressione molto leggera.
Al termine si otterrà una lucidatura brillante.



 
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